Agricoltori molisani in piazza nel capoluogo pugliese per chiedere più trasparenza e più controlli a tutela di imprese e cittadini
Anche Coldiretti Molise era presente oggi in Piazza del Ferrarese a Bari in difesa del reddito degli agricoltori e della salute dei cittadini. Dopo l’iniziativa del 10 giugno davanti alla prefettura di Campobasso, dove oltre 300 agricoltori soci dell’Organizzazione si sono ritrovati per denunciare le speculazioni su grano e olio, gli imprenditori soci di Coldiretti Molise si sono uniti ai loro colleghi, provenienti da diverse regioni del Sud, per denunciare le speculazioni di quei trafficanti di olio che stanno facendo crollare i prezzi dell’extravergine d'oliva, pilastro del Made in Italy e della Dieta Mediterranea.
L’iniziativa ha visto la presenza, fra gli altri, anche del vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol, David Granieri. Con lui, oltre ad agricoltori e dirigenti provenienti dalle regioni del sud coinvolte, il presidente ed il vice presidente regionale di Coldiretti Molise, Claudio Papa e Adamo Spagnoletti, con il direttore regionale Franco Dell’Acqua, alla testa di alcune centinaia di dirigenti e soci molisani.
“Siamo qui oggi a Bari – spiega il presidente regionale di Coldiretti Molise, Claudio Papa – per fermare i trafficanti di olio extravergine d'oliva, finto Made in Italy che rovinano la salute dei cittadini. L'extravergine 100% italiano è un pilastro della dieta mediterranea e un alimento fondamentale per la tutela della salute, per questo deve essere utilizzato nelle mense di scuole e ospedali. Eppure nell'ultimo anno il prezzo è crollato di oltre il 50%, nonostante gli aumenti dei costi legati alla crisi internazionale. Un paradosso ha sottolineato Papa - reso possibile da un grande inganno a danno dei cittadini e dei produttori onesti”.
“Purtroppo – afferma il direttore regionale di Coldiretti Molise, Franco dell’Acqua - c'è chi trucca l'origine e inganna i cittadini con le frodi o nascondendosi dietro l'ultima lavorazione sostanziale del Codice Doganale, che va cancellata per tutti gli alimenti in vendita nella UE. Troppo spesso, infatti – ha aggiunto - le etichette non sono chiare e questo genera confusione sulla effettiva provenienza del prodotto, causando un danno sia alle aziende agricole italiane che ai cittadini i quali vengono spesso attratti dal basso costo del prodotto a scapito della qualità e della tracciabilità”.
Per questo Coldiretti chiede cinque azioni, da attuare subito, che spaziano dall’aumento delle ispezioni, per fermare le frodi sull’origine, all’applicazione della legge contro le pratiche sleali, passando per il divieto di miscelazione di olio d'oliva con extravergine e sottoprodotti trattati termicamente, che per magia diventano extravergine, fino alla sospensione dell'olio a dazio zero dalla Tunisia, lo stop al il meccanismo del TPA (traffico perfezionamento attivo) sull'olio estero, fino alla fatturazione obbligatoria delle olive per avere una vera tracciabilità.
“Le speculazioni – ha concluso il vice presidente regionale di Coldiretti Molise, Adamo Spagnoletti - comprimono i prezzi riconosciuti agli agricoltori, mentre sugli scaffali i cittadini continuano a pagare prodotti a prezzi elevati senza avere la certezza dell'origine. Una situazione aggravata dall'aumento dei costi di produzione e dalle tensioni internazionali che incidono sull'energia e sulla logistica mettendo a serio rischio di chiusura le nostre aziende che onestamente continuano a lavorare e produrre per l’intera collettività spesso anche sotto i costi di produzione”.
