19 Settembre 2026
INFORMAZIONE: IL DIRETTORE DI COLDIRETTI MOLISE FRANCO DELL’ACQUA OSPITE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI DEL MOLISE

GRAZIE AI MERCATI DI CAMPAGNA AMICA E’ POSSIBILE MANGIARE SANO, DIFENDERE LA SALUTE DEI CITTADINI E IL REDDITO DEGLI AGRICOLTORI

Produrre cibo sano e genuino a difesa della salute dei cittadini e del reddito degli agricoltori; una mission possibile per il direttore regionale di Coldiretti Molise, Franco Dell’Acqua, intervenuto al corso di formazione per giornalisti, dal tema “Dazi, Tutele e filiere globali: Il nuovo quadro del lavoro agricolo”, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti del Molise e dalla fondazione ENPAIA.

Nel corso del suo intervento nell’aula “Pentria” del dipartimento di Bioscienza dell’Università del Molise a Pesche (Is), Franco Dell'Acqua, sollecitato a fornire una risposta se fosse possibile conciliare la produzione di cibo sano, venduto ad un giusto prezzo, riconoscendo un equo guadagno agli agricoltori, ha portato ad esempio la positiva esperienza dei mercati di Campagna Amica.

“Nati nel 2008 per valorizzare la multifunzionalità agricola – ha spiegato il direttore di Coldiretti -  questi mercati oggi rappresentano un’efficace risposta allo strapotere della Grande Distribuzione Organizzata, specie nei confronti dei piccoli e medi produttori agricoli; un baluardo anche nei confronti della pericolosa omologazione del cibo, troppo spesso ultra formulato e dunque potenzialmente dannoso per la salute, ma anche una riscoperta dei prodotti locali, dove è possibile acquistare cibi a km zero (come nei mercati CA di Campobasso ed Isernia) sostenendo le aziende del territorio”.

“Un’analisi diversa – ha concluso Dell’Acqua - merita invece l’Italian Sounding, ovvero l’imitazione del prodotto Made in Italy tramite l’utilizzo di termini che riportano all’italianità. Infatti va detto con chiarezza che il fenomeno non è solo quello noto di prodotti esteri che evocano le diciture di prodotti italiani (il caso più eclatante è il “parmesan”) ma ormai di Italian Sounding bisogna parlare anche in Italia, ricordando che ci sono produttori di pasta e di olio che utilizzano materie prime estere e rivendono il prodotto trasformato come italiano, determinando una concorrenza sleale ai danni delle aziende oneste che hanno fatto del vero Made in Italy il proprio punto di forza”.