30 Giugno 2023
CINGHIALI: COLDIRETTI MOLISE, PER 7 ITALIANI SU 10 SONO TROPPI – SOS SICUREZZA

Quasi sette italiani su dieci (69%) ritengono che i cinghiali siano troppo numerosi mentre c’è addirittura un 58% che li considera una vera e propria minaccia per la popolazione, oltre che un serio problema per le coltivazioni e per l’equilibrio ambientale come pensa il 75% degli intervistati. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ in riferimento all’allarme sull’invasione di questa specie selvatica lanciato dal Commissario straordinario alla peste suina africana, Vincenzo Caputo, in audizione in Commissione Agricoltura della Camera.

I branchi, sottolinea Coldiretti Molise, si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, fino ai parchi, distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, causano incidenti stradali con morti e feriti e razzolano tra i rifiuti con evidenti rischi per la salute. Il risultato, sottolinea Coldiretti, è che oltre sei italiani su 10 (62%) ne hanno una reale paura e quasi la metà (48%) non prenderebbe addirittura casa in una zona infestata dai cinghiali.

La situazione è diventata insostenibile con l’Italia invasa da 2,3 milioni di cinghiali nelle città e nelle campagne, oltre 40.000 in Molise,  con danni economici incalcolabili alle produzioni agricole ma, sottolinea Coldiretti, viene compromesso anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità, sia animale che vegetale, senza dimenticare i rischi per gli allevamenti e il Made in Italy a tavola con il rischio sempre più serio delle diffusione della peste africana.

“L’eccessiva presenza degli animali selvatici è una vera e propria emergenza che incide sulla sicurezza delle persone oltre che sull’economia e sul lavoro, specie nelle zone più svantaggiate” denuncia il Presidente della Coldiretti Molise, Claudio Papa, nel sottolineare l’esigenza “di interventi mirati e su larga scala per ridurre la minaccia dei cinghiali a livello nazionale e locale”.

Coldiretti, non appena il nuovo Governo regionale entrerà nelle sue funzioni, rilancerà la questione sui tavoli istituzionali.